Comunicato congiunto GD Piemonte e GD Novara su “rimborsopoli”

Tra le varie spese pazze e vergognose che l’inchiesta della Procura di Torino su “rimborsopoli” sta portando alla luce all’interno del Consiglio regionale del Piemonte, balzano all’occhio quelle contestate al consigliere regionale Roberto Boniperti di “Progett’Azione” (lista collegata alla maggioranza di centrodestra che sostiene la Giunta Cota). Boniperti, assicuratore novarese eletto nel 1995 consigliere provinciale di Novara con AN, e poi consigliere regionale a partire dal 2005, dovrà rispondere del suo agire in tribunale, in particolare per quanto riguarda l’ammontare dei propri rimborsi elettorali (le famose “spese per attività politica”): circa 9000 euro.

Che spese avrà mai dovuto sostenere per farsi rimborsare una simile cifra? Quali benefici alla politica avrà mai apportato? A quali altissime e improrogabili necessità collettive avrà mai dovuto far fronte? A quanto emerge dalle indagini della Guardia di Finanza, oltre a chiedere il rimborso per l’acquisto di una lavatrice, pare abbia comprato (e scaricato sulla collettività) quasi 9000 euro di gadget a tema “ventennio fascista” che poi pare aver regalato ad amici, elettori e conoscenti. Dai luridi busti di Mussolini, ai bavaglioli griffati col fascio littorio, pare che Boniperti abbia “pescato” tutta quella sozzura direttamente da un fornitissimo sito internet, specializzato nella vendita dei più svariati gadget di ispirazione fascista.

Come Giovani Democratici esprimiamo la nostra indignazione e una ferma, severa condanna etica, politica e culturale nei confronti del consigliere Boniperti, che, in barba a ogni decoro istituzionale e morale, pare abbia usufruito delle risorse pubbliche per l’acquisto di oggetti di propaganda fascista.

Chi è chiamato a rappresentare i cittadini deve sempre tenere a mente – ancor prima del rispetto della legge – quanto impone l’articolo 54 della Costituzione italiana: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Dobbiamo inoltre ricordare che l’antifascismo è un valore costituzionale.

Quello che dunque emerge dalle notizie di questi giorni è inaccettabile, al di là della rilevanza penale – sarà la magistratura a deciderla – dei comportamenti contestati. Proprio per ripristinare l’onore ed il decoro delle istituzioni, è necessario che il Consiglio Regionale si sciolga quanto prima, si torni a nuove elezioni e si chiuda questa brutta pagina nella vita del Piemonte che si chiama Giunta Cota.

GD Piemonte
GD Novara

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