“Un’altra Europa con le nostre parole”

Ripubblichiamo l’articolo del Dipartimento Esteri dei Giovani Democratici apparso su “Il Mondo Nuovo

Le elezioni europee e la posta in gioco

Mettere i cittadini al timone dell’imbarcazione e impostare una nuova rotta sono due elementi inscindibili dello stesso processo e le elezioni sono l’occasione da cogliere. La nostra stella polare deve essere quella di uscire dalla trappola Europa si/Europa no e proporsi come alternativa.

Nel maggio del prossimo anno si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo, che sarà poi chiamato ad eleggere il nuovo Presidente della Commissione.

Di fronte al fallimento della ricetta dei conservatori europei, che ha contribuito all’acuirsi della crisi economica e che rischia di far deragliare il processo di integrazione, è urgente un cambio di rotta. Queste elezioni rappresentano l’occasione per i progressisti europei per riscrivere l’agenda dell’Unione mettendo al centro la crescita, il lavoro e i diritti. Imprimere una nuova direzione alle politiche europee e riportare i cittadini al centro dell’arena sono, infatti, elementi inscindibili dello stesso processo. Noi progressisti europei non riusciremo a imporre la nostra idea di Europa se non riusciremo a costruire intorno ad essa un’alleanza sociale, e a dare una voce ed un peso a Bruxelles alle istanze e agli interessi di larghi settori della società che oggi si sentono esclusi, a cominciare dai giovani precari e disoccupati.

Per questo non possiamo accontentarci di un pensiero debole, ma dobbiamo costruire e proporre con le nostre parole la nostra idea di Europa. Difendere l’integrazione europea di fronte all’avanzata delle forze populiste ed euroscettiche non significa chiudersi nel fortino della difesa dell’esistente in posizione subalterna rispetto ai conservatori. Alle elezioni europee potremo dire la nostra se saremo in grado di uscire dalla trappola di un dibattito tra europeisti e antieuropeisti, e sapremo proporre la nostra idea di Europa come alternativa all’attuale Europa dei conservatori.

La nostra idea di Europa

Dalla sua nascita il Partito Democratico ha pensato ad amministrare ciò che aveva ereditato, piuttosto che imporre una nuova visione e nuove proposte di riforma per il futuro del nostro paese.

Affrontare la crisi con il consenso popolare non è ovviamente una cosa facile per nessuno ma il nostro compito deve essere quello di costruire il consenso nelle vaste forze sociali che trarrebbero vantaggio dalle riforme ,disegnare un idea di Europa moderna, pacifica e solidale che giustifica una razionale e misurata cessione di sovranità nazionale e che pensi al benessere collettivo collegandolo al tema del lavoro.

L’ambizione che le forze democratiche e progressiste hanno davanti sono enormi : la richiesta di una visione comune per rispondere alla crescita economica, il rafforzamento del ruolo dei cittadini, l’idea di uno spazio di cooperazione internazionale che preveda anche la tassazione delle transazioni finanziarie.

La nostra sfida sarà quella di far partire dall’ Italia un progetto politico per l’ Europa, cambiando “dal basso” il funzionamento delle istituzioni e provando a dare una cornice Europea al confronto politico : serve portare la politica nel cuore delle istituzioni e l’Europa nella politica e nel dibattito dei partiti nazionali per un rilancio del modello sociale europeo e per la rigenerazione della nostra democrazia.

L’Europa non ha mai vissuto una crisi irreversibile come quella che in questi anni sta subendo : per superare questa fase di stallo abbiamo pensato ad un Europa diversa, con politiche nuove dell’Unione da tradurre in un orientamento dell’azione comune verso la crescita e l’occupazione il che comporta un meccanismo efficace di solidarietà di fronte al debito , che consenta di abbattere i tassi di interesse e di contenere e piegare le forze speculative che operano sul mercato.

E’ necessario interpretare in modo più flessibile e intelligente il patto fiscale, non impedendo investimenti che sono necessari per il rilancio economico e la ripresa della competitività. Dobbiamo, rafforzare il bilancio dell`Unione, perché solo un bilancio federale adeguato può consentire di ridurre gli squilibri e armonizzare la crescita.

La nostra ambizione è di scegliere la direzione per l’Europa.

Il Pd e le elezioni europee

Oggi i progressisti europei sono uniti nel Pse, rispetto al quale il Pd ha ancora una posizione ambigua che non è più giustificabile.

Come accade sul livello mondiale con la Progressive Alliance, il PD deve essere in prima linea per dare sostanza alla prospettiva di un Partito Europeo dei Progressisti, Socialisti e Democratici, unione di diverse culture politiche che spingano verso un’Europa federale e sociale. Per arrivarci, il primo passo è che il PD decida di aderire al PSE, dando così slancio alla politicizzazione dell’Europa. Non serve una scelta di campo ideologica, dato che tanti partiti che si chiamano “socialisti” stanno fuori dal PSE come invece ne fanno parte il Partito Democratico serbo o il Partito Laburista inglese: è una decisione pragmatica per giocare la partita della nuova Europa politica e per portare in quell’ambito la nostra cultura federalista europea, le nostre idee di partito e il nostro impegno a rappresentare il punto di vista del Sud Europa, coordinandoci con le altre forze politiche mediterranee.

Sarà necessario inoltre definire al più presto le liste dei candidati, entro il mese di febbraio in cui si sceglierà il candidato comune alla Presidenza della Commissione, per poter dare vita a una vera campagna europea. Bisognerà valorizzare il lavoro fatto dai parlamentari uscenti e impostare un rinnovamento nelle candidature che guardi alla competenza in campo europeo e alla capacità di rappresentanza delle problematiche delle diverse generazioni, come propone una delle campagne comuni delle giovanili europee “We want young MEPs”: i Giovani Democratici saranno in campo con le proprie proposte, così come accaduto con le primarie e le liste per il Parlamento Nazionale.

Le nostre proposte

La campagna elettorale del Pd deve mettere al centro del dibattito la costruzione di un’altra Europa, alternativa rispetto all’attuale Europa dei conservatori. Questi sono i punti programmatici che noi Giovani Democratici consideriamo prioritari per il Pd e per i progressisti europei.

 

Istituzioni

Siamo per una Europa federale e democratica. Il recente indebolimento del metodo comunitario sta allontanando l’Unione da questo obiettivo. Per questo riteniamo, in primo luogo, che l’Unione Europea debba farsi carico, soprattutto sul terreno delle politiche economiche e di bilancio, delle competenze che gli Stati Membri non sono più in grado di esercitare. In secondo luogo, riteniamo che l’esercizio di tali competenze non debba essere lasciato alle estenuanti trattative tra i capi di Stato e di Governo, ma debba essere conferito alle istituzioni dell’Unione, sulla base di un metodo trasparente e che garantisca la legittimità democratica della decisione e la responsabilità politica degli attori. In questo senso, occorre in primo luogo utilizzare le opportunità offerte dai Trattati vigenti, e in secondo luogo costruire un nuovo ambizioso processo di revisione dei Trattati che sappia coinvolgere il maggior numero di cittadini dell’Unione.

Economia e lavoro, il motore dello sviluppo

L’Europa ha bisogno di uscire dal tunnel dell’austerity facendo ripartire crescita e occupazione con nuovi strumenti istituzionali: serve una Banca Centrale Europea che sia prestatore di ultima istanza, serve un’unione fiscale e bancaria che siano strumenti per la fiducia e per il superamento degli squilibri macroeconomici, serve un Patto per l’Occupazione da affiancare al Patto di Stabilità e Crescita. Se necessario, non si può scartare un avanzamento in queste direzioni con cooperazioni rafforzate che partano da gruppi di paesi, per esempio quelli appartenenti all’Eurozona. Un piano europeo per lo sviluppo sostenibile, finanziato da eurobond, carbon tax e tassazione delle transazioni finanziarie, potrebbe finalmente dare sostanza a una politica industriale europea, al completamento delle grandi infrastrutture e a un primo embrione di welfare comunitario. In particolare la disoccupazione giovanile, elevatissima in tutta l’Unione, richiede un impegno specifico, a partire da un ampliamento di scopo e di fondi della Garanzia Giovani. La mobilità studentesca e dei lavoratori, con i relativi programmi di scambio come il programma Erasmus, va ampliata e difesa da ipotesi di ridimensionamento.

Diritti

Immaginiamo un Europa dei Diritti e delle Opportunità, dove i figli di immigrati nati in Europa sono cittadini Europei, dove il principio della dignità inviolabile della persona e il rispetto dei diritti umani fondamentali sono l’obiettivo da perseguire : pensiamo ad una società dell’inclusione e dell’integrazione garantita da una Carta Europea dei Diritti per sostenere il principio di uguaglianza nella vita sociale,economica e politica in tutti gli stati membri.

Pensiamo all’immigrazione come una sfida di carattere economico,sociale e culturale che preveda quindi una cooperazione europea fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di valori fondamentali come quello della partecipazione, della rappresentanza e della cittadinanza.

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