La democrazia e la prevaricazione

In questi giorni il Parlamento italiano è stato al centro di una vera e propria escalation di violenze e attacchi all’intero sistema democratico delle istituzioni repubblicane.
Nella serata di giovedì 29 il MoVimento 5 Stelle è andato ben oltre il legittimo e regolamentato ostruzionismo parlamentare. La democrazia, come sancisce quella stessa Costituzione a cui i parlamentari M5S dicono di richiamarsi e che in realtà stanno calpestando con disprezzo, è fatta di regole, leggi, limiti.

Possiamo tentare di comprendere la loro frustrazione causata dall’esistenza di un capo indiscusso che impone dictat e precetti dall’alto; possiamo tentare di comprendere la loro frustrazione per il fatto di dover pendere dalle labbra di improvvisati analisti nel valutare il contenuto di un provvedimento certamente delicato e discutibile come la ricapitalizzazione del capitale della Banca d’Italia (per un confronto critico tra opposte tesi consigliamo due economisti come Quadrio Curzio e Dragoni, entrambi sul Sole 24 Ore), invece di poterne liberamente discutere nei circoli, nelle sezioni e nelle federazioni; possiamo anche tentare di comprendere la loro frustrazione per non aver fatto nulla di concreto per un Paese in cui un quarto dei cittadini si è fidato delle promesse di giustizia sociale ed eguaglianza sventolate da Beppe Grillo in campagna elettorale.

Ciò che non comprendiamo e ci indigna è come ci si possa non vergognare di pronunciare nel Parlamento repubblicano, nato dalla Resistenza, il motto fascista “boia chi molla” (qui il video del grillino Angelo Tofalo).
Ciò che ci indigna sono le vergognose parole e gli insulti sessisti rivolti da più di un deputato 5stelle alle deputate PD della commissione Giustizia.
Ciò che ci indigna è lo sdoganamento della violenza e dei metodi squadristi di intimidazione come strumento di confronto politico.

La nostra Repubblica è nata come instancabile baluardo di Democrazia, Giustizia e Libertà. Non permetteremo, come cittadini prima ancora che come giovani politicamente impegnati, che le istituzioni repubblicane siano ostaggio di individui che sempre più palesemente hanno in dispregio il rispetto per i cittadini.
Di fronte alla violenza e alla prevaricazione non esistono partiti e fazioni: esiste solo la democrazia e la Costituzione, la cui protezione e attuazione deve essere il principale obiettivo, specie in anni di crisi, delle organizzazioni politiche civili e democratiche.

GD Novara

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