Iran, raggiunto il primo accordo sul #nucleare

Ripubblichiamo l’articolo di oggi su Repubblica al termine della prima fase di negoziati sul nucleare iraniano.

L’Iran e le principali potenze mondiali hanno raggiunto un accordo sul “quadro dei futuri negoziati” sul controverso programma nucleare di Teheran ed hanno “definito un piano d’azione”: lo ha detto oggi a Vienna il vice ministro degli Esteri iraniano e capo negoziatore del Paese, Abbas Araghchi.

“In questi tre giorni abbiamo identificato tutti i temi che dobbiamo affrontare per arrivare a un accordo finale comprensivo. C’è molto da fare e non sarà facile, ma abbiamo iniziato bene“, ha detto l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Catherine Ashton, al termine degli incontri a Vienna.

“Oltre alle discussioni politiche -ha continuato- abbiamo iniziato il lavoro tecnico, fissando una tabella di marcia per gli incontri per i prossimi quattro mesi. Gli esperti si incontreranno a inizio marzo”.

Le trattative con il gruppo del 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia e Germania) riprenderanno il 17 marzo a Vienna.

L’obiettivo dei negoziati è quello di raggiungere un accordo definitivo e globale sul dossier nucleare iraniano, sulla base dell’intesa temporanea (valida sei mesi ma prorogabile per altri sei) firmata il 20 novembre scorso ed entrata in vigore il 20 gennaio, che segna il primo riavvicinamento tra Stati Uniti e Iran dal sequestro degli americani nell’ambasciata Usa a Teheran nel 1979. A lungo Israele aveva minacciato un intervento militare paventando il rischio che l’Iran si dotasse dell’arma nucleare.

L’intesa – assai criticata da Israele – prevede che l’Iran conservi la metà dello stock di uranio arricchito al 20% per alimentare il reattore di ricerca di Teheran mentre il rimanente verrà diluito al 5%; inoltre, ulteriori operazioni di arricchimento verranno sospese per sei mesi così come la costruzione o l’ampliamento di nuovi siti.

In cambio, le sanzioni di Stati Uniti ed Unione Europea in vigore in determinati settori verranno allentate, mentre rimarranno invariate le sanzioni commerciali e finanziarie americane così come quelle imposte dal consiglio di sicurezza dell’Onu; per un periodo di sei mesi infine non verranno imposte nuove sanzioni oltre a quella già esistenti.

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