8 marzo, la storia di Teresa Mattei

Nel 1908, in una fabbrica tessile americana, un gruppo di lavoratrici sciopera per alcuni giorni a causa delle condizioni inumane cui vengono sottoposte. L’8 marzo il padrone blocca le operaie all’interno della fabbrica, impedendo loro di uscire. A causa di un violento incendio che divampa accidentalmente nei locali, 129 donne muoiono tra le fiamme.
L’8 marzo 1909 viene celebrata in USA la Prima Giornata Internazionale della donna, comunemente nota come “Festa della Donna”.

Il simbolo tradizionale dell’8 marzo è la mimosa. Da dove viene questa tradizione?
Viene da una ragazza, Teresa, che aveva 25 anni quando venne eletta alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito Comunista Italiano: Teresa Mattei. Il suo impegno – la parola militanza non le piaceva – contro il fascismo e contro ogni forma di prevaricazione risaliva ai tempi della scuola. Di famiglia antifascista, fu espulsa da tutte le scuole del Regno per l’esplicito rifiuto delle leggi razziali. Pochi anni dopo Teresa, in una dolce serata fiorentina, a soli vent’anni si trovò a dover scegliere la sua parte e non ebbe alcun dubbio: con il nome di battaglia di “Chicchi” entro a far parte della Resistenza fiorentina. Inizia la sua esperienza da gappista e staffetta.

E’ una vita rocambolesca, quella di Teresa: viene catturata mentre trasporta a Roma i cliché de L’Unità: è vittima delle torture naziste ma riesce a fuggire. Suo fratello Gianfranco muore in via Tasso il 7 febbraio 1944, suicida per non rivelare il nome dei suoi compagni nella Resistenza romana. Finita la guerra, nel 1946, è candidata del Pci all’Assemblea Costituente.
“Ma alle elezioni non votai per me stessa” – spiegava – perché ritenevo ci fossero persone più adatte di me”: viene eletta e, da membro della Commissione dei 75, propone importanti emendamenti agli articoli della nostra Costituzione.

Gli interventi in Aula di Teresa sono rari, contenuti ma efficaci: sua è la firma sulla la fondamentale dicitura “di fatto” che oggi troviamo nell’articolo 3 della Costituzione sul tema dell’uguaglianza: è l’inizio delle sue battaglie per i diritti dei bambini.

Attiva nel Pci fino al 1955, suggerisce ai dirigenti del Partito la mimosa come simbolo dell’8 marzo, un fiore povero ma molto diffuso nelle campagne: alla portata di chiunque, senza distinzioni.

“La cosa più importante della nostra vita è aver scelto la nostra parte”.

[fonte: “La Costituente. Storia di Teresa Mattei, partigiana e «madre» della Costituzione” di Patrizia Pacini]

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