Con “Chess” visitare i musei è per tutti

Si chiama “Chess” e con gli scacchi non ha nulla a che fare. È l’acronimo del progetto europeo che dà una forma tecnologica a luoghi che contengono le testimonianze di mondi lontani: i musei. Nell’era dei nativi digitali l’Europa si attrezza affinché nulla di quanto appartiene alla storia possa apparire loro noioso o obsoleto. Quindi, uno smartphone e il gioco è fatto. Scaricando una app sarà possibile registrare i propri interessi, le preferenze culturali e poi godersi i racconti dal passato.

Una guida a misura di visitatore, reale e virtuale: percorsi tridimensionali, contenuti multimediali, ma anche interazioni dirette con sculture, quadri e reperti archeologici. Ogni testimonianza, una storia. L’esperienza, di grande aiuto anche per le persone disabili, è partita dall’Acropoli di Atene ed è stata un successo. Prossimamente, il debutto sui touchscreen di Francia, Regno Unito e Germania, nella partnership del progetto.

Qui in allegato il documento della Commissione Europea sul Progetto Chess

[fonte: WEST – di Michela Maisti]

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