Provincia di Novara, PD: “Sozzani? Un flop amministrativo”

Il comunicato del gruppo Pd in Consiglio provinciale a Novara sul pessimo operato della giunta di centrodestra.

Bentornati al giugno del 2009. Checché ne dica Diego Sozzani, del suo programma “Trasforma la Provincia in un motore di crescita” nulla si è concretizzato. «Non basta presentare una quarantina di slide per rappresentare un lavoro mai fatto», commenta la capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Natta, Valeria Galli.

“La solita sinistra bugiarda”, risponderebbe il Presidente uscente, ma i documenti smentiscono Sozzani, rimasto al palo rispetto al programma amministrativo del 2009. «Trentun pagine fitte di promesse non mantenute», sentenzia la consigliera Milù Allegra leggendo il libellum marchiato Pdl e Lega Nord. 

«Basta accostare quel programma all’ultimo maldestro documento, intitolato “Cosa abbiamo fatto”, per capire che il motore di crescita si è spento sulla linea di partenza», prosegue Allegra. «Nel 2009, a pagina sette, scrivevano di impegnarsi per difesa del suolo e tutela dell’ambiente, “basta col territorio gruviera”. Oggi, invece – osserva la consigliera Pd – autorizzano scavi per altri 4,5 milioni di metri cubi. Carta canta».

Uno dei tanti esempi del filotto fallimentare. «La sezione dedicata alle opere pubbliche – spiega il consigliere Emiliano Marino – è la più curiosa: cinque anni fa si annuncia la realizzazione del ponte sul Ticino di Oleggio, incredibilmente nelle slide presentate di recente, il lavoro è dato per fatto: qualcuno l’ha visto?». Del resto Sozzani ha definito pure l’Idrovia come “l’opera più importante della Giunta”, mentre non sarà consegnata prima del 2016, ben oltre la fine dell’Expo.

All’elenco delle opere solo su slide si aggiungono le tangenziali di Fara e Romagnano. «Proprio così – ironizza Marino – “ultimate” come la Tangenziale di Novara, sempre nel programma 2009, la bretella autostradale per Malpensa e l’eliminazione dei passaggi a livello».

Chi non ha voglia di scherzare è l’Ecodem Fabrizio Barini. «La situazione rifiuti – spiega il consigliere – è sconcertante. Nel programma del 2009 si parla di soluzioni per lo smaltimento definitivo, il tempo per scongiurare l’emergenza rifiuti ci sarebbe stato, ma ora le discariche sono quasi sature». La linea green della Giunta si impantana anche sulla chiusura della discarica di Ghemme, sulla bonifica della Beatrice di Borgomanero e scivola due volte sull’amianto: prima a Vespolate, poi a Barengo.

Grottesco l’esito delle politiche per la scuola. «A pagina 14 del programma elettorale – continua Milù Allegra (nella foto) – leggo: “stare bene a scuola”; giro pagina e mi spiegano l’importanza di “ascoltare le scuole prima di decidere”. Vogliamo ricordare come sono andate le cose rispetto alla riduzioni degli orari o sul taglio dei trasporti? Un’azione di forza giustificata da indiscutibili risparmi: in realtà appena 12mila euro sul riscaldamento, mentre il dato sui trasporti non è neppure pervenuto».

La mancanza di numero legale all’ultimo consiglio provinciale, inoltre, è la controprova politica di un flop amministrativo, con la fuoriuscita dalla maggioranza di Ncd. «Senza dimenticare le dimissioni dell’assessore all’Agricoltura, Marzio Liuni», ricorda la capogruppo Valeria Galli. «No comment – aggiunge – sulle politiche sociali, depauperate senza ritegno».

Un resoconto amministrativo che fa acqua da tutte le parti. «Trovo particolarmente grave – commenta l’ex Presidente della Provincia, Sergio Vedovato – che in cinque anni non si siano completate le opere avviate dalla mia amministrazione. Il Ponte sul Ticino di Oleggio, la circonvallazione di Fara, il secondo lotto della variante di Romagnano Sesia. Progetti pronti, lavori iniziati, fondi disponibili. Tutto vanificato per insipienza, incapacità, o peggio per inseguire pretese degli appaltatori».

Una mancanza grave che si ripercuote sul territorio. «Tutte opere – conclude Vedovato – che oggi potevano essere finite con un deciso miglioramento della sicurezza della circolazione e della dotazione infrastrutturale del nostro territorio. Non ci sono scuse per non aver capito che in anni di crisi quei cantieri avrebbero potuto dare un po’ di lavoro e di sostegno alla nostra economia».

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