Masulli (Resp. Ambiente GD): «L’Earth Day ci riporta alle tante sfide dei giorni nostri»

1800275_751339318231246_4968294496205447735_aSi celebra oggi la 44esima edizione dell’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra, quest’anno dedicata alle “green cities”, le città sostenibili e intelligenti. Attualmente, infatti, più della metà della popolazione mondiale si concentra nei centri urbani, dove il consumo di energia, la produzione di rifiuti, il potenziale inquinante degli spostamenti di breve tratta costituiscono parte importante dell’impatto complessivo dell’uomo sulla Terra, in termini di emissioni climalteranti e spreco di risorse.

Dovremmo leggere la Giornata di oggi insieme all’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità sa di vivere sopra i propri limiti, in quanto esaurisce le risorse rinnovabili e i servizi ecologici, quali ad esempio il sequestro di anidride carbonica, che la Terra offre annualmente.

Esso non ha data fissa, ma viene anticipandosi di circa tre giorni ogni anno, un mese ogni dieci anni, a significare che l’uomo consuma sempre prima il patrimonio ecologico che la Terra mette a sua disposizione, ben oltre la capacità rigenerativa dell’ecosistema. Nel 2013, già al 20 agosto, in soli otto mesi, il mondo aveva consumato il suo budget annuale: dopo questa data, è inevitabile attingere allo stock di risorse naturali e accumulare anidride carbonica in atmosfera.

Non esiste solo un debito finanziario, quindi, ma anche un debito ecologico, non meno preoccupante e che causa effetti devastanti sul Pianeta. Si palesa come imprescindibile, quindi, l’esigenza di affrontare la sfida della transizione del attuale modello di sviluppo verso parametri di sostenibilità; e l’onere dell’aggiustamento ricade in gran parte sui Paesi dell’Occidente: se oggi l’umanità intera consuma annualmente il 150% delle risorse disponibili, Stati come l’Italia toccano percentuali di debito ecologico pari al 400% del loro budget.

Avvicinandoci ad appuntamenti europei di primaria importanza, quali le elezioni per il rinnovo del Parlamento e il Semestre di Presidenza italiana, è fondamentale che il Partito Democratico e il Governo italiano si impegnino perché l’Unione Europea continui a far fronte alla lotta contro il cambiamento climatico, fissando per il 2030 obiettivi ambiziosi e vincolanti per la riduzione di emissioni, la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, e dandosi strumenti e incentivi opportuni (revisione dell’Emission Trading System, aggiornamento della fiscalità ambientale etc.).

L’UE è l’unico soggetto che può intestarsi una leadership globale sul tema, affinché nella CoP di Parigi 2015 venga siglato un accordo di limitazione delle emissioni che sia all’altezza della gravità della stato di salute del Pianeta e che sia accettato da tutte le potenze mondiali: la sfida della protezione del clima ha dimensioni globali: l’impegno di un solo continente è necessario, ma inefficace.

Tante sono le esigenze, in materia di tutela ambientale, a cui la politica in Italia ed Europa deve dare una risposta chiara e subitanea: dal contrasto al dissesto idrogeologico alla difesa del paesaggio, dalla protezione delle biodiversità al sostegno all’agricoltura, dalla riduzione e gestione dei rifiuti alla bonifica delle aree industriali, alla riconversione dell’apparato produttivo nella chiave della sostenibilità: già oggi in Italia la green economyha dimensioni consistenti e svolge una rilevante funzione anticiclica: cioè, crea occupazione, nuove tecnologie e ricchezza, apre mercati, reinventa settori tradizionali, come l’edilizia, e promuove un modello di sviluppo attinente alla storia del nostro Paese e alla qualità delle risorse e delle capacità che esso può vantare.

Nel 2015, Milano ospiterà l’Expo “Nutrire il Pianeta, energie per la vita” che a questi temi è dedicato; un’occasione straordinaria perché l’Italia assuma un ruolo strategico globale in ecoinnovazione, turismo, green economy, sicurezza alimentare e svolga una funzione forte nel ripensamento dell’economia oltre la crisi.

Michele Masulli

Resp. Ambiente dei Giovani Democratici

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