Expo, Cantone adesso può: commissariata anche l’Autorità sui contratti pubblici

L’articolo di Francesco Lo Sardo per Europa Quotidiano

«Norme molto ben fatte, vanno studiate ma ad una prima lettura mi convincono». L’ex pm anticamorra Cantone è soddisfatto. Dall’ordinario ruolo di presidente della scatola nuovissima e perciò ancora praticamente vuota dell’Autorità anticorruzione di cui era stato nominato al vertice a fine marzo, a commissario dell’authority, con poteri straordinari e sanzionatori.

Cantone potrà anche segnalare anomalie in un appalto al prefetto che “commissarierà” la società per la parte dell’attività legata ad una specifica opera che avrà una contabilità separata. Così ha deciso il governo Renzi, nella prima riunione del consiglio dei ministri dopo il rientro del premier dal viaggio in Vietnam, Cina e Kazakistan. Ma non solo.

Raffaele Cantone da ieri è anche di fatto a capo dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, l’Anvp, presieduta dal magistrato Sergio Santoro, che viene soppressa e le cui funzioni sono assorbite dal supercommissario. Un’Autorità, l’Anvp, che aveva fatto parlare di sé anche per via dei suoi consiglieri, di nomina parlamentare.

Come Luciano Berarducci, il cui nome spunta nelle carte dei pm su Expo, che è stato a capo di “Condotte d’Acqua”, tra le imprese capofila del Mose, e nel 1995 è diventato vicepresidente del Consorzio Venezia Nuova. L’ex consigliere dell’Avcp Piero Calandra è finito sotto indagine nel 2013, per lo scandalo sulla Tav di Firenze, mentre dell’Autorità è ancora consigliere Sergio Gallo, ex magistrato ed ex capo di gabinetto di Alemanno quando era sindaco di Roma.

Entro fine 2014 Cantone dovrà presentare un piano per il passaggio delle funzioni di vigilanza sui contratti dall’Anvp all’Anticorruzione.

Così il governo affida a Cantone poteri particolarmente penetranti e acuminati in materia di appalti. Non soltanto per le funzioni straordinarie esercitate in veste di commissario dell’Autorità, ma perché il profilo stesso dell’Anticorruzione istituita dalla legge 190 del 2012 del governo Monti con Paola Severino ministro guardasigilli viene ridisegnato: l’Autorità di Cantone – che sul piano del personale contava sulla carta su un massimo di trenta dipendenti più dieci esperti esterni e presto potrà inglobare i quasi trecento dell’ex Anvp – non si dovrà più occupare della misurazione e delle performances degli enti pubblici.

Questo tipo di valutazioni spetterà invece, secondo quanto previsto nella bozza del decreto di riforma della Pa, al dipartimento della funzione pubblica. Cantone dovrà concentrare la propria attività sulla prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione e sulla trasparenza.

«Con questo decreto Cantone sarà messo in condizione sia per ruolo, sia per risorse, di poter fare il suo lavoro», è stato il primo commento di Beppe Sala, a sua volta commissario di Expo.

Ieri il Consiglio dei ministri ha anche provveduto alla nomina degli altri quattro componenti che dovranno affiancare Cantone al vertice dell’Anticorruzione, che per legge è un organo collegiale composto da cinque membri. Nelle quattro nomine, ha precisato ieri Renzi, è stato applicato il principio della parità di genere. I quattro nuovi componenti dell’Autorità sono Michele Corradino, Francesco Merloni, Ida Angela Nicotra, Nicoletta Parisi.

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