Titolo V, fare chiarezza sulle politiche del lavoro

La riflessione di Annamaria Parente sul blog Com.Unità. Siete d’accordo?

Sulla riforma del titolo V della Costituzione in tema di lavoro occorre avere coraggio e riportare le competenze allo Stato.

La ratio sacrosanta dell’intero intervento del Governo è quella di eliminare per tutti gli ambiti le materie concorrenti. Giustissimo. Ho l’impressione però che sulle politiche di tutela e sicurezza del lavoro non si arrivi a fare chiarezza neanche negli emendamenti proposti dai relatori al disegno di legge costituzionale n. 1429, attualmente in discussione al Senato. Il rischio è lasciare spazio ad interpretazioni e non eliminare l’eccessivo contenzioso di questi ultimi venti anni tra Stato e Regioni sull’attribuzione di competenze.

Ma il tema non va affrontato in maniera burocratica. È necessario analizzare la realtà per correggere quello che non funziona. Siamo il paese dove: lo status di disoccupazione viene sancito dallo Stato e il diritto ai servizi dalle Regioni, abbiamo venti tipologie di apprendistato diverse, ci sono differenze territoriali abissali, esistono molte leggi inattuate e riforme “a metà”, i servizi al lavoro vengono gestiti secondo modelli diversi tra le Regioni, non esistono banche dati che dialogano tra loro, non si spendono o si usano male le risorse europee soprattutto “Fse”.

Sono queste solo alcune delle storture del sistema lavoro in Italia. E i dati parlano di un aumento del tasso di disoccupazione di lunga durata, di un’alta percentuale di irregolarità sul lavoro, di pochi occupati che partecipano a programmi di formazione continua, di scarsa partecipazione dei disoccupati a percorsi di formazione, di un utilizzo diverso di incentivi da Regione a Regione.

Solo una politica del lavoro unificante per l’intero territorio nazionale potrebbe mettere ordine, di fronte ad un tasso di disoccupazione così elevato e ad un gran numero di persone che perdono il lavoro in un momento di grave crisi economica.

Bisogna stringere un patto politico forte tra Stato e Regioni per affrontare queste problematiche e trovare soluzioni adeguate e trasparenti. La nostra Costituzione recita che siamo una Repubblica fondata sul lavoro, che deve essere dunque diritto unico in tutto il territorio nazionale.

Di tutto ciò discuteremo nelle prossime settimane in occasione della delega lavoro (disegno di legge n.1428 al Senato) che contiene elementi di grande innovazione a partire dalla realizzazione di un’Agenzia Nazionale per l’occupazione.

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