Femminicidio, la Convenzione da attuare

Risorse e impegno. Prevenzione, protezione, punizione. Sono i tre principi che sorreggono l’impalcatura della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, entrata in vigore in Italia il 1° agosto. Uno strumento normativo indispensabile per contrastare il fenomeno del femminicidio.

E la sezione italiana di Amnesty International rivolge, nell’occasione, un appello al governo italiano affinché la Convenzione non resti solo su carta. Anzi: chiedendo risorse e impegno politico affinché diventi immediatamente applicabile.

Le richieste. L’appello di Amnesty si muove attraverso cinque punti: l’adozione di una legge specifica sulla parità di genere, la raccolta di dati statistici per garantire analisi standardizzate, il finanziamento e l’aumento dei centri d’accoglienza per le vittime di violenza e un adeguato coordinamento tra la magistratura, la polizia e gli operatori sociosanitari e, infine, azioni volte a una maggiore sensibilizzazione: dalle scuole agli organi di informazione.

Per arrivare anche a una “rappresentazione non stereotipata e non discriminatoria delle donne”. A seguire l’infografica preparata da Amnesty International:

Amnesty

 

[fonte: La Repubblica – di Carmine Saviano]

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