«Il diritto allo studio parte dalle scuole dell’obbligo»

Oggi ospitiamo sul nostro blog l’intervento di Andrea Scarpellino, responsabile Saperi GD Piemonte, in merito al tema del diritto allo studio e della necessità, anche da parte della Regione, di mettere in atto una politica scolastica all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. I Giovani Democratici del Piemonte hanno organizzato su questo tema un incontro pubblico per venerdì 26 settembre a Torino: sarà un’occasione di confronto ampio e di partecipazione attiva su una tematica che ci riguarda in maniera particolare.

Sono passati molti anni dall’introduzione del Buono Scuola da parte della giunta Ghigo, la cui contrarietà caratterizzò buona parte delle battaglie della sinistra piemontese. Da allora sono cambiate molte cose: è cambiata la sinistra e soprattutto sono cambiate le dotazioni finanziarie.

Negli ultimi anni infatti è stato coperto solo il 60% degli idonei e tuttora non è possibile garantire una copertura per il bando successivo. Inoltre il sistema a doppie graduatorie ha creato fortissime disuguaglianze: il criterio di incidenza ha favorito soprattutto quelle fasce di ISEE comprese tra i 26000€ e i 40000€ dando un forte incentivo ad iscriversi alle scuole paritarie e a molti evasori che, dichiarando ISEE molto bassi, potevano permettersi rette di migliaia di euro. Solo per queste persone viene rispettato il principio di libertà di scelta educativa.

Per tutte le altre la scelta è obbligata: iscriversi a scuole pubbliche che con pochissime risorse cercano di fornire un servizio di qualità e alla portata di tutti. Superare questo sistema di disuguaglianze che ha trasformato il principio di libera scelta educativa, più che discutibile,  in sussidiarietà è obbligatorio soprattutto considerando la situazione finanziaria della Regione Piemonte. E’ un dibattito tutt’altro che ideologico che può essere risolto solo con l’eliminazione del Buono Scuola.

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico, ha dichiarato la propria ricetta per uscire dalla crisi: puntare sulla scuola pubblica ammodernandola e favorire i redditi medio-bassi. Non si capisce il motivo per cui il Piemonte decida di andare in direzione contraria. Auspichiamo che il Partito Democratico Piemontese crei degli spazi di discussione per provare a risolvere questa contraddizione.

I Giovani Democratici del Piemonte organizzeranno per il 26 settembre un’iniziativa pubblica sul tema invitando tutti i soggetti coinvolti nella consapevolezza che un tema così complesso non può essere risolto con un una dichiarazione pubblica. Ci vediamo in via Mazzini a Torino alle ore 21!

Andrea Scarpellino, responsabile saperi GD Piemonte

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