In arrivo la Carta dei diritti degli utenti web, ecco tutte le novità

E’ in dirittura d’arrivo la Carta dei diritti degli utenti di Internet. La Commissione insediata dal presidente della Camera Laura Boldrini, che vede impegnati 13 esperti e 10 deputati dei vari gruppi, ha già elaborato una prima bozza e presenterà il documento finale il 13 e 14 ottobre alla riunione dei Parlamento dell’Ue che si terrà nell’ambito del semestre di presidenza italiana. 

Ad annunciarlo è lo stesso presidente della commissione, Stefano Rodotà: “Abbiamo lavorato su una prima bozza – ha spiegato – c’è stata una discussione molto franca da cui uscirà una bozza molto migliorata”. Rodotà ha precisato che si sta lavorando “per emendamenti” perché il documento non ha alcuna “definitività'”.

Il timing prevede: entro il 29 l’arrivo delle proposte emendative, da cui sarà elaborata una seconda bozza che sarà discussa l’8 ottobre, preparandola per la riunione dei parlamenti del 13 e 14 ottobre.

“Credo che abbiamo fatto molti passi avanti, il lavoro è andato oltre le mie aspettative – ha commentato Rodotà; di carte di diritti di internet, più o meno elaborate, ce ne sono già tante, ma il tentativo è quello di scrivere un documento che riguardi i diritti propri di internet, cioè le questioni che internet ha fatto nascere e che vanno in tre direzioni:

  1. Diritti fondamentali delle persone, che riguardano la tutela della sfera privata in un ambiente pubblico.
  2. La partecipazione: internet deve essere  salvaguardata come strumento della partecipazione democratica.
  3. Il rapporto con la libertà economica.

Contemporaneamente alla presentazione della bozza finale ci sarà una consultazione aperta a tutti cittadini in nome della “trasparenza”. Mentre sul sito della Camera sono già pubblicati i materiali relativi alla prima bozza della Carta dei diritti internet.

Il documento finale potrà avere un percorso in due direzioni parallele: in primo luogo il lavoro potrà essere utilizzato dal Parlamento italiano per mozioni parlamentari.  “In questo momento l’Unione europea si sta occupando del regolamento sull’utilizzo dei dati personali che cambierà moltissimo – spiega Rodotà – e dal nostro lavoro potrebbero venire dei suggerimenti che i parlamentari, se lo vorranno, potranno tradurre in una mozione al governo nel semestre di presidenza dell’Ue”. 

In seconda battuta c’è anche un altro obiettivo: “Questo documento sarà presentato in una riunione in cui saranno presenti i rappresentanti di tutti i paese Ue, quindi si darà un contributo ad un ulteriore discussione comune all’interno dell’Ue e per promuovere il più possibile la discussione internazionale. Anche se, ovviamente – conclude Rodotà – il parlamento italiano sarà il primo a potere utilizzare questo lavoro nel modo migliore”.

[fonte  – La Repubblica]

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