Senza istruzione non c’è futuro

“One child, one teacher, one pen and one book can change the world”

“Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono salvare il mondo”

Malala Yousafzai, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2014

Sono ancora fresche nella nostra mente le immagini di quanto accaduto a metà dicembre in una cittadina nel nord-ovest del Pakistan, vicino al confine con l’Afghanistan: siamo a Peshawar, snodo amministrativo ed economico più vicino alle aree tribali dove da tempo è in corso un violento conflitto tra i taliban e l’esercito pachistano. Un gruppo di sette uomini armati fa irruzione in una scuola. È una strage: le vittime sono 141, di cui 132 bambini e i feriti più di 200.

La loro colpa? Essere a scuola.

L’attacco è stato rivendicato dai taliban, desiderosi di vendicarsi dell’offensiva dell’esercito pachistano, che a giugno, nel Waziristan del Nord, ha deciso di colpire le basi dei terroristi.

In realtà dietro questo attacco c’è altro, qualcosa di forse più sconvolgente: i terroristi hanno deciso di colpire una scuola proprio perchè dentro quelle quattro mura si costruisce un futuro diverso da quello che loro vogliono, un futuro senza estremismi né terrore, un futuro di educazione, rispetto e pace.

L’episodio di Peshawar è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi compiuti contro le scuole (basti pensare agli attacchi di Boko Haram in Nigeria, per citare un altro caso tristemente famoso), il cui unico fine è quello di attentare al futuro di un paese; perchè anche gli estremisti sanno benissimo che proprio le scuole sono i luoghi dove si formano coloro che in un giorno non troppo lontano, grazie all’istruzione, potranno estirpare qualsiasi fondamentalismo.

La mancanza di sicurezza nelle scuole non è però l’unico problema di cui ci dobbiamo occupare. Ci sono ragazze e ragazzi che a scuola non mettono nemmeno piede.

Qualche numero? Secondo i dati ONU sono 58 milioni, sparsi ovunque nel mondo, anche nei paesi maggiormente sviluppati (“A World At School” stima che in Italia siano più di 25.000).

E’ proprio a causa di questi episodi, di fronte a questi impietosi numeri, che l’impegno a garantire l’accesso universale ad un’istruzione che sia quanto più sicura possibile deve essere posto in cima alla lista delle priorità. Ciò che è stato fatto fino ad ora, anche grazie al Millenium Development Goal numero 2, ha portato a buoni risultati, ma la fine della battaglia è ancora lontana.

Noi Giovani Democratici ci schieriamo a fianco di Malala, il simbolo di questa lotta, ed insieme a lei chiediamo a gran voce  alle Nazioni Unite e ai singoli governi di aumentare il loro impegno a favore di un’educazione che sia garantita ad ogni ragazza e ragazzo nella massima sicurezza.

Il miglior “buon proposito” per il nuovo anno è quello di garantire a tutti il diritto all’istruzione, perchè dall’istruzione di quei 58 milioni di ragazzi ne gioveremo tutti.

Giovani Democratici di Novara

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...