La Buona Scuola in 5 parole

Dopo avervi proposto la riflessione di un Giovane Democratico di Borgomanero riguardo le criticità del ddl “La Buona Scuola”, adesso vi proponiamo un articolo scritto dal Responsabile Scuola dei Giovani Democratici di Novara, Mattia Colli Vignarelli, che illustra i punti di forza e i vantaggi di questo decreto.
Dopo aver letto entrambi gli articoli ed esservi fatti un’idea su questo argomento, quali sono le vostre impressioni in merito al ddl? Scriveteci!

Alla vigilia di un imponente sciopero, fra tante polemiche e poca fiducia, non si può che parlare del ddl “La Buona Scuola”.
Un primo dato di fatto è che per la prima volta, dopo vent’anni, non si parla più di tagli lineari ma di investimenti: investimenti sull’innovazione tecnologica, sull’edilizia scolastica, sull’assunzione di 100mila precari della scuola.
Da studente vorrei sottolineare 5 parole che credo possano descrivere cosa sia una Buona Scuola per ognuno di quelli che, come me, la vivono sulla propria pelle ogni giorno.
Cercherò di sottolineare in cosa questo disegno di legge ci viene incontro e cosa andrebbe affrontato con più coraggio.

Identità:
è da un lato quella dello studente che cresce a scuola e dell’altra quella della scuola che lo accoglie. Nella Buona Scuola per la prima volta si torna a parlare di “opzioni”. Un giovane potrà cercare di costruire la propria offerta formativa anche sulla base dei suoi interessi e delle sue attitudini. Un punto molto importante per accompagnare i bambini e i ragazzi nella crescita e nella formazione, anche se va detto che per permettere a ognuno di costruirsi con più possibilità e meno pesi un’identità solida il nostro sistema dei cicli dovrebbe essere profondamente riformato.
Ma identità, come dicevo, è anche quella della singola scuola, che finalmente potrà confrontarsi con il suo territorio e capire come legarsi maggiormente ad esso, come crescere e come potenziare la propria offerta. Finalmente si cerca di cogliere il senso della parola “autonomia”.

Valutazione:
una Buona Scuola deve valutare ed essere valutata. Non possiamo più permettere che i docenti valutino ogni giorno gli studenti e che mai nessuno valuti il loro lavoro. Per troppo tempo la logica del voto come giudizio personale ha ostacolato la formazione di tanti giovani. Oggi finalmente si comincerà a dire che chi valuta deve essere valutato. Sarebbe stato coraggioso dire anche che nessuno dev’essere giudicato per quel voto, magari riformando il metodo di valutazione delle scuole primarie. Ma intanto finalmente nessuno potrà considerarsi più intoccabile.

Formazione:
una formazione più attenta alle innovazioni e agli strumenti educativi è quella che si vuole mettere in campo con La Buona Scuola. Ad oggi, nella scuola si registra ancora questa mancanza mentre invece gli studenti avrebbero bisogno che per il loro percorso di crescita si parli meno di nozionismo e più di formazione. Avremmo bisogno di introdurre nuovi metodi di didattica e di potenziare l’Educazione Civica perché un cittadino per formarsi deve conoscere le proprie radici, il proprio paese e il proprio mondo.

Ruolo:
sono i docenti che finalmente verranno assunti, chiudendo il triste capitolo del precariato, ma è anche e soprattutto il ruolo sociale, la funzione prestigiosa che l’insegnante, in questi anni svilito dalla cattiva politica, deve tornare finalmente ad avere. E si comincia stabilizzando la sua posizione, premiando il merito (usiamo questa parola come un mezzo prezioso senza una strana paura), richiamandolo nel demerito e dandogli nuovi strumenti per lavorare in una scuola al passo con i tempi.

Comunità:
se puntassimo a questa parola come la più importante, la dimensione entro la quale tutte le altre si dovrebbero realizzare, allora non avremmo paure immotivate e timori paralizzanti. La comunità è un luogo in cui ognuno sceglie di fare la sua parte, dove chi fa bene viene premiato e chi fa male viene aiutato. La comunità è il luogo che si affida a una guida (in questo caso il Preside) che cerca di aiutarla a progredire nella giusta direzione. La comunità sa che, per progredire insieme, i più deboli devono stare davanti e dare il passo mentre i più forti devono rimanere in fondo per sostenerli. Questa è l’idea che anima La Buona Scuola, ed è sbagliato credere il contrario, è sbagliato ancora una volta non avere fiducia e affrontare il cambiamento senza speranza. La Buona Scuola è la prima possibilità che si offre alla scuola, dopo anni, di tornare a essere una comunità educante. Dobbiamo accompagnarla e provare ancora a migliorarla. Come si fa tra persone serie e che si prendono a cuore ciò per cui si impegnano ogni giorno.

Cominciamo da qui.

Mattia Colli Vignarelli, Responsabile Scuola Giovani Democratici di Novara

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