Ripartire da Utøya per ricostruire la democrazia

We are not afraid some day
Oh, deep in my heart

I do believe

We shall overcome some day

-Bruce Springsteen-

Sono passati ormai quattro anni dal giorno in cui una ferita profonda lacerò l’Europa, una di quelle ferite che, pur rimarginandosi lentamente, lasciano per sempre una cicatrice sul corpo.

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Quella cicatrice, che rappresenta sì il dramma, ma soprattutto un momento da cui ripartire,  può benissimo essere descritta dalle parole dell’allora primo ministro norvegese, Jens Stoltenberg, all’indomani della strage:

Il massacro di Utøya è stato un attacco contro il sogno dei giovani di rendere il mondo un posto migliore.
I vostri sogni sono stati interrotti bruscamente.
Ma i vostri sogni possono essere esauditi.
Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza.
Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.

Sono queste le parole che dobbiamo quotidianamente tenere a mente, anche e soprattutto per onorare le vittime di quell’immane strage.

Persero la vita in 8 nella capitale e simile destino toccò ad altri 69 ragazzi nella piccola isola di Utøya.
A questi ultimi si rivolge in particolare il nostro pensiero: erano in 600 sull’isola, attirati come ogni anno dal campo estivo dell’AUF, la Lega dei Giovani Lavoratori; erano in pratica il corrispettivo norvegese di noi Giovani Democratici.
Tante ragazze e tanti ragazzi erano giunti su quell’isola per poter costruire un futuro migliore per loro stessi, per il loro paese, per l’Europa intera.
Quei ragazzi credevano nei valori della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza.
Quei ragazzi erano lì perchè consapevoli che i valori in cui credevano avrebbero potuto essere coltivati solo grazie all’impegno e alla militanza attiva.
Quei ragazzi, ancora oggi, ci chiedono di tenere fede al loro lavoro attraverso il nostro impegno quotidiano come socialdemocratici e giovani progressisti, affinchè il mondo futuro sia finalmente caratterizzato da una società egualitaria, libera e  che garantisca pari opportunità per tutti.

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Le democrazie europee stanno oggi vivendo un momento di difficoltà ed incertezza, causato dalla perdita di alcuni dei loro valori cardine: la nostra comunità rimane caratterizzata da una profonda diffidenza verso coloro che giungono nei nostri paesi in cerca di salvezza, diffidenza alimentata dai sempre più pericolosi partiti xenofobi. La nostra comunità inoltre si caratterizza per l’incapacità di risolvere il grande problema delle disuguaglianze.
Come Giovani Democratici, come giovani socialdemocratici europei, ci metteremo al lavoro con ancora più impegno perchè il sogno dei tanti ragazzi di Utøya non rimanga incompiuto, un sogno di giustizia, pace ed equità, un sogno che si realizzerà soltanto attraverso la democrazia.

Giovani Democratici di Novara

 

 

 

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