Barriere fisiche, barriere mentali

Il circolo dei Giovani Democratici di Novara utilizza il blog dei Giovani Democratici – Federazione di Novara per pubblicare l’opinione di un’iscritta.

Il 9 novembre 2016 Donald Trump vince le elezioni americane e diventa il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, dopo aver condotto una campagna elettorale dai toni decisamente razzisti, omofobi e sessisti.

Il 27 gennaio 2017 il Presidente firma un ordine esecutivo per impedire l’ingresso nel Paese di “terroristi stranieri”. Il decreto blocca a tempo indeterminato l’ingresso dei siriani negli Stati Uniti e per 120 giorni l’ingresso di rifugiati provenienti da altri Paesi; introduce, inoltre, un divieto d’ingresso per 90 giorni ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

Il decreto è entrato subito in vigore: leggo ovunque di persone a cui è stato impedito di imbarcarsi per gli Stati Uniti, altre rimaste bloccate al loro arrivo negli aeroporti statunitensi perché quando il presidente firmava il decreto erano in volo; la stessa sorte è toccata ai possessori di green card, residenti legalmente negli USA. 

In aggiunta a tutto ciò Trump, come promesso nel suo programma elettorale, ha firmato un altro ordine esecutivo per la costruzione di un muro al confine con il Messico. whatsapp-image-2017-02-07-at-18-05-18Un articolo di Internazionale riporta che ad oggi ben 70 muri dividono non soltanto i confini tra i diversi Stati, ma anche le popolazioni: muri che tolgono la libertà di viaggiare, la libertà di conoscere, la libertà di vivere su questo pianeta, un pianeta che, al di là dei confini materiali e di quelli mentali, appartiene a tutti.

Ma noi tutto questo non l’abbiamo già vissuto?
Che anno era quando sono iniziate le segregazioni razziali? E quanti anni sono passati da quando Mandela lottava per la parità dei diritti tra bianchi e neri? Quanti anni sono passati da quando bianchi e neri dovevano frequentare scuole, bagni e autobus diversi? Quanti sono gli anni?

Noi crediamo che tutto questo non esista più, crediamo di aver capito che ogni essere umano ha dei diritti fondamentali che devono essere rispettati: d’altronde questi diritti sono anche scritti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, a ribadire il fatto che il diritto alla vita, alla dignità, alla parola valgono per tutti gli esseri umani, non solo per pochi eletti

Negli USA, però, il paese democratico per eccellenza, ha stravinto un Presidente che in tutti questi diritti forse non crede.

Sabato scorso ero a Londra e mi sono ritrovata in mezzo a una protesta in cui i manifestanti urlavano parole di libertà, di amore e di accoglienza. Senza nemmeno rendermene conto ero in lacrime: sì, perché  io sono un’immigrata, io potevo essere una di quelle persone fermate all’aeroporto poiché straniera.
BLACK LIVES MATTER” gridavano, e dentro di me una voce urlava: “ALL LIVES MATTER”.

Irisa Llanaj – Giovani Democratici di Novara

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