30 aprile: una riflessione, una lezione americana ed una risposta a Grillo

Un racconto appassionato e intenso della giornata di domenica scorsa direttamente dai seggi delle primarie.

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Abbiamo smaltito l’andirivieni di domenica, abbiamo sciolto le tensioni e le gioie di quella sera davanti al muro dei due milioni di votanti quasi sfondato, smentendo il flop dei pronostici. Anche se. 

Anche se il bilancio è di un milione di schede in meno rispetto alla sfida Civati-Cuperlo-Renzi di quattro anni fa. Cos’è successo? 

Al seggio dove sono stato scrutatore (Momo), ho sbirciato l’età degli elettori: alla chiusura, su 94 votanti solo in tre eravamo under30, il doppio se alziamo il limite a 40, mentre ricordo di avere visto, quattro anni fa, qualche faccia coetanea in più. Per sottrazione, significa che i tre quarti di questo bacino superano i 50 anni, appartenendo quindi a quella categoria che ha vissuto in un altro mondo del lavoro e dell’impegno politico: non certo senza macchie, ma comunque stabile e non a scadenza. 

Il profilo che emerge è così quello del partito dei già garantiti; ma che ne è di quelli che ne rimangono fuori? È un po’ lo stesso problema dei sindacati, se andate vedere quanti risultano iscritti a livello confederale e li confrontate con gli iscritti al sindacato dei pensionati associato. 

Disoccupati e giovani, dunque. Ovvero coloro che stanno vivendo sulla pelle le false promesse di un’economia di mercato lasciata sempre più a se stessa, con la promessa che tanto la mano invisibile avrebbe condotto ad un nuovo equilibrio nonostante la sberla arrivata giusto dieci anni fa. 

Allora queste primarie prendiamole come una fine – quella di una campagna – dopo la quale non può che esserci un altro inizio, l’inizio del recupero di queste facce che ci hanno voltato le spalle. E magari, invece di scannarci a vicenda come a febbraio sulla data del voto, diamoci, come Oltreoceano, tutto il tempo necessario per portare in ogni realtà del Paese i nostri progetti. Dopotutto, le nostre primarie non sono forse ispirate al bel raduno di popolo che viene vissuto ogni quattro anni negli Stati Uniti, che da Bernie Sanders a Donald Trump possono ribaltare le previsioni, rendendo davvero delle primarie organizzate e radicate una festa di democrazia? Di tutto questo, noi non vogliamo certo essere una copia sbiadita. 

In un tempo morto della giornata, poi, leggo che Beppe Grillo, come da copione, sminuisce dal suo (o non suo?) blog le file ai seggi, in nome della modernità e del costo pari a zero di un clic. Dimenticando forse che le nostre sono le spese che sottostanno ad ogni macchina democratica che si rispetti, che i due euro mostrano con trasparenza chi finanzia cosa, al posto dell’opacità di un azienda-partito (pardon, movimento, sennò si arrabbia). Dimenticando forse, infine, che votare è qualcosa di più che esprimere una preferenza: è un atto fisico, fatto da gente che si incontra. 

Vorrei portare a tale proposito due testimonianze. Una la traggo da Giacomo, che arriva al seggio con un fare un po’ pittoresco e polemico, dichiarando senza censure che gli dispiace «dare due euro per votare contro quella troia (sic!) di Renzi» ma che poi, tra uno scambio di battute e l’altro, si acquieta e si dispone al dialogo: l’odio da tastiera piano piano vinto dalla forza del parlarsi, la differenza tra l’essere connessi e l’essere in relazione. L’altra la ricavo da Giuseppina, che arriva nel pomeriggio con due nipoti non più bambine alle quali, tra una firma e l’immissione del voto nell’urna, dispensa loro delle lezioni di educazione civica sul campo. Proprio mentre entrava in visita al seggio la senatrice Elena Ferrara. 

Tutto questo non avremmo potuto viverlo da confinati in un mondo digitale. 

Dopo domenica sera, siamo stati reduci anche del Primo Maggio. La data perfetta per ripartire come una comunità unita, che non ricomincia subito con le beghe interne, attorno ad una data che rappresenta le lotte del nostro passato e ci ricorda ci quante possiamo farne in futuro.

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Manuel Tugnolo,
Studente di Economia in Cattolica, 20 anni
Circolo Pd Momo-Barengo-Vaprio d’Agogna-Caltignaga

manu962017@outlook.com

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