Sottoscrivere il “Libretto Famiglia”: una cronistoria

pexels-photo-212286Che cos’è il “Libretto Famiglia”? Come funziona e a cosa serve? Ne parliamo in questo articolo a cura di Manuel Tugnolo con il prezioso contributo di supervisione del nostro Dennis Cova.

Da lunedì 10 luglio, fra tante polemiche da vari fronti, è possibile sottoscrivere via INPS due strumenti che si propongono di regolamentare i lavori occasionali: il Libretto Famiglia per le persone fisiche (leggi: tutti gli individui non più nell’età della scuola dell’obbligo) ed il Contratto di Prestazione Occasionale per le imprese.

Cosa vuole significare la loro introduzione? Far uscire dalla marea dell’economia sommersa (per intenderci, quella che non essendo “in regola” non viene contemplata dalle stime del PIL) lo studente che dà ripetizioni per iniziare a pagarsi qualcosa, la baby-sitter improvvisata per qualche giorno, la commercialista o il consulente che si ritrovano a erogare i loro servizi occasionalmente (appunto).

Questi due strumenti sono molto più rigidi dei vecchi voucher suscettibili, con la loro liberalizzazione selvaggia di cinque anni fa (estensione a tutti gli ambiti lavorativi, con alcuni limiti solo in agricoltura; nessuna copertura contro disoccupazione, infortuni, malattie, maternità; tetto ai compensi più alto), ad abusi di vario tipo: chi pagava in voucher la prima ora ed il resto in nero, chi pretendeva di pagare con questi scontrini un intero mese di stipendio.

Cose non più possibili con le limitazioni ora previste. Superi il limite previsto di 5.000 euro sul totale dei committenti? Allora la tua posizione si trasforma in un contratto a tempo indeterminato. Basterebbe questo per capire che non si stanno reintroducendo i vecchi voucher. Si manifesta a causa dello #schiaffoallademocrazia, perché tutti questi cambiamenti sono avvenuti per eludere un referendum popolare in materia? Su questo la CGIL ha ragione, ma anche torto per avere esposto la loro abolizione come la battaglia definitiva contro il lavoro nero. Infatti si è visto. E non lo dicono solo le statistiche sul lavoro, ma anche il pagamento in voucher emerso lo scorso gennaio di alcuni volontari dello SPI-CGIL (leggi: il sindacato dei pensionati) in Emilia-Romagna. Della serie: una delle due CGIL ha per forza torto.

business-money-pink-coins.jpgUn’alternativa ci sarebbe: gettare queste prestazioni sporadiche nell’indistinto del lavoro nero. Ma è davvero quello che si vuole? Ripensando a questo, ho deciso di sottoscrivere questo Libretto Famiglia con l’intenzione di dare una regolata alle ripetizioni ed immergermi nelle logiche di pagamento lordo e netto che fanno la differenza tra una busta paga ed un pagamento in nero.

Ma quali sono i passaggi per sottoscrivere un Libretto Famiglia? Eccovi la mia cronistoria:

Lunedì 10 luglio. Di primo pomeriggio mi collego al sito dell’INPS, un sito decisamente mobile friendly. Le scadenze previste per aprire il portale sono state mantenute, anche se la circolare in materia ha tardato la pubblicazione di qualche giorno; tuttavia, la chiarezza è valsa la pena. Per procedere devo iscrivermi ai servizi inserendo codice fiscale ed altri dati essenziali. Via sms mi arrivano i primi otto caratteri di quello che diventerà il PIN di accesso, mentre gli otto restanti mi arriveranno via posta in un documento. Avranno le loro giuste motivazioni, ma nel 2017 questo ibrido mi lascia un po’ perplesso.

Venerdì 14 luglio. Sto ancora aspettando questi famosi otto caratteri. Nel frattempo, mi cade sotto gli occhi l’articolo di due collaboratori de il Post che sono riusciti ad arrivare, dopo due giorni, fino in fondo con la procedura. A guardare tutti i passaggi mi si prospettano tanti auguri.

Venerdì 21 luglio. Dopo undici giorni dalla richiesta, è arrivata la tanto aspettata lettera. L’intestazione riporta la data del 13.

Sabato 22 luglio. Vado avanti con la procedura: il PIN di 16 caratteri diventa provvisorio per sbloccarne automaticamente uno di 8, che verrà rinnovato ogni sei mesi per motivi di sicurezza. Non si tratta però di un PIN “dispositivo”, ossia necessario per richiedere benefici economici e prestazioni come quelle occasionali. Per ottenerlo devo aggiungere un documento di riconoscimento: patente, passaporto o carta di identità. Al termine, mi viene richiesto di scaricare un modulo, compilarlo, scansionarlo ed inviarlo assieme alla patente (il documento che ho scelto); il tutto in un unico file o in una cartella zippata. Questo solo per riportare la data ed apporre una firma.Nuovi-voucher1.jpg

Domenica 23 luglio. Inviato il tutto, riesco ad accedere il portale del Libretto Famiglia. Tutto appare semplice a prima vista: devo solo confermare i dati già immessi per identificare il mio Libretto. Approfitto per consultare la voce “Portafoglio elettronico” e in calce leggo le modalità di pagamento: «attraverso i canali F24 o PagoPA». Il primo è un modulo macchinoso dell’Agenzia delle Entrate, cartaceo e versabile presso uno sportello dell’Agenzia, una banca o presso un ufficio postale per chi non ha una partita IVA, esclusivamente digitale per chi di partita IVA è titolare; il secondo è un mezzo utilizzato per i pagamenti alla pubblica amministrazione ed è eseguibile tramite conto corrente online.

   

Personalmente, arrivato a questo punto mi sento un po’ deluso. Tutte queste procedure per pagare, che so, un paio d’ore di ripetizioni o un lavoro di giardinaggio fatto alla vecchietta del quartiere? Quanti dei possibili richiedenti queste prestazioni occasionali sanno già (o hanno voglia di) districarsi in questi moduli? Domanda delle domande: e se la responsabilità non fosse della politica ma del sistema Paese, dove anche le buone intenzioni dall’alto rischiano di spegnersi nella processione tra uffici vari?

Incappo casualmente nella nuova pubblicità di Banca Mediolanum, dove Ennio Doris e suo figlio Massimo Antonio effettuano pagamenti istantanei via iPhone e addirittura tramite Apple Watch. Certo non diciamo che «i tempi corrono», ma che almeno non si misurino in settimane.

Chiacchierando con una vicina, finiamo su questa mia decisione; la risposta piccata è: «Ma chette frega! Prendili [i soldi] in nero!». Sul momento l’avevo guardata un po’ così; oggi sarei curioso di vederla alle prese con passaggi del genere. E, anche se cinica a priori, la sua affermazione non la giustifico ma la comprendo.

 

Manuel Tugnolo,
Circolo PD Momo – Barengo – Vaprio d’Agogna – Caltignaga
ScrivimiSeguimi

DA CONSULTARE

L’art. 54-bis del D.Lgs. 50/2017, che disciplina le prestazioni occasionali

La circolare 107 dell’INPS dello scorso 5 luglio.

Vv., Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale: il confronto con i vecchi voucher, Repubblica.it, 17/06/2017. Una tabella comparativa

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