Messaggio delle Nazioni Unite per il 1° Dicembre 2014

In questa Giornata mondiale contro l’AIDS, fatemi iniziare con una riflessione sulle vite perse a causa dell’Ebola; una riflessione su quei Paesi e su quelle persone che sono stati colpiti da questa nuova epidemia.

L’Ebola ci ricorda dove eravamo all’inizio della nostra lotta contro l’AIDS: le persone si nascondevano, erano spaventate. Stigma, discriminazione: non avevamo nessuna speranza. Vogliamo solamente dire grazie alla solidarietà globale; grazie alla mobilitazione sociale; grazie agli scienziati che sono diventati attivisti. Siamo stati in grado di controllare e di trasformare questa tragedia in un’opportunità.

Siamo stati in grado di rompere il silenzio; di ridurre il prezzo dei medicinali; di cambiare la traiettoria di questa epidemia. E oggi stiamo salvando milioni di vite. Qualche anno fa nessuno avrebbe creduto che potessimo offrire assistenza alle persone, ma oggi abbiamo più di 13 milioni di persone in cura. Oggi le persone senza diritti li reclamano, chiedendo di non essere abbandonate.

Lasciateci usare il periodo dei prossimi 5 anni per realizzare il nostro sogno di 90-90-90. Oggi voglio dire al mondo che è giunto il tempo per noi di raddoppiare il nostro impegno, di mandare avanti rapidamente le nostre azioni e di assicurarci che presto potremo mettere fine alla velocità di trasmissione della malattia. Insieme, sono sicuro, possiamo fermare l’epidemia dell’AIDS entro il 2030.

[traduzione: GD Novara] 

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